Alfred Lamadonna – Sir Wilfred

Vero nome: Alfred Lamadonna
Alias
: Sticazzi
Seconda identità: Sir Wilfred da Serrungarina (Dominante)
Alias: Questoèilmiotitolonobiliare

Clan: Malkavian

Personaggio della Cronaca:
Lavoro sporco

Precedentemente:
La resurrezione del Padre
• La lunga strada verso casa
Demoni in affitto
Gummy clown from space – One shot
Alpha&Omega

buttonD(Scritto dal Giocatore di Alfred)

Ehm ehm..

*tap tap tap*

Prova, prova, uno due tre? Ma funziona questa tastiera? Oh cavolo! Ehm.. bè, salve a tutti!

Per coloro che non sanno chi sono mi presento: Sono Sir Wilfred da Serrungarina, l’ultimo di una lunga e prospera dinastia. Affabile gentiluomo, ottimo senso degli affari, galante, raffinato ma soprattutto discreto e sobrio. E questo – tira fuori un F4 con su scritto “$Ĭ® Ŵiℓ₣ŖǝԂ ա Λª§ Ħæʁӛ – è il mio titolo nobiliare. Prego, fate scorrere.

Qualcuno ha chiesto qualcosa in più su di me? Oh ma certo che qualcuno l’ha chiesto! Volete sapere la tenebrosa e spaventevolmente terrifichevole storia che mi ha portato all’abbraccio? Bè insomma, ecco, che dire? Humm..

Era il primo di una lunga serie di giornate tutte uguali, buie e in generale scarsamente soleggiate. Era un martedì se non sbaglio. O forse un giovedì? Ero ancora in profonda meditazione dovuto al mezzo quintale di sushi.

Ero assieme ad un mio caro amico, amico che sarebbe diventato fratello, che cosa romantica! E’ stato lui a nominarmi Sir quella notte, con tutte le conseguenze che ne derivarono. La sua era una famiglia antichissima e nobile che da almeno otto generazioni portava avanti la casa dei Serrungarina. Il suo nome era Sir William Wallace Frederich Aldobrando Ermenegildo Astrolabio Von Baffortorp VIII da Serrungarina. Per semplificare le cose, d’ora in poi lo chiamerò semplicemente “Fagiano da compensazione a riposo”.

Lo conobbi appena un mese prima la sua sparizione. Ai tempi ero uno stolto ragazzino in cerca di guai, oltremodo curioso. Sapete com’è, il classico personaggio con la famiglia sbandata e le amicizie sbagliate. Bé, quella sera decisi di entrare in quell’enorme villa apparentemente abbandonata. Potete immaginare il mio stupore nello scoprire che in realtà apparteneva ad una persona apparentemente della mia stessa età e completamente solo.

Era un tipo strano ma simpatico; con qualche mania omicida di troppo ma nulla di così insopportabile, se non eri tu la vittima s’intende.

Con me fu gentile sin dal primo momento, mi disse che era quasi mezzo secolo che non intratteneva un discorso da vero Sir con un’altra persona.

Bè, non avendo nulla di meglio da fare, cominciai ad andar a trovarlo spesso e lui, dopo solo pochi giorni, mi disse con la sincerità che solo un Sir possiede, che sarei stato il suo degno erede. Mi diede anche un soprannome, Sir Wilfred, che da quel giorno usai sempre.

Fu così che iniziò a portarmi in posti dove un Nobiluomo come lui era solito andare, e appresi tutto quel che c’è da sapere sui vampiri e sul galateo.

Fu un mese davvero niente male, all’insegna della, come definirla, gentilnobillaggine.

Solo l’ultima settimana il mio caro amico cominciò a comportarsi in modo strano, perfino per me intendo.

Cominciava a blaterare cose del tipo che aveva raggiunto il suo scopo, che doveva restituire il suo corpo alle crudeltà del tempo. Una scintilla di folle felicità illuminava i suoi occhi quando ripeteva a se stesso che il suo compito era finalmente giunto a termine e che un nuovo erede avrebbe continuato la dinastia. Roba forte lo confesso, ma detto da uno che il giorno prima parlava di incaprettare i cavoli… bè confesso d’aver visto la cosa come un enorme passo avanti.

Quella sera, non lo dimenticherò mai, mi salutò con in volto un sorriso come se fosse stato sollevato da un’enorme sofferenza. Mi porse il foglio che sarebbe diventato il mio titolo nobiliare, insieme a carte di credito, carta d’identità, patente e proprietà varie. Aveva pensato quasi a tutto lui, mancava solo un nome con cui firmare.

“Oggi, amico mio, sei ufficialmente invitato ad unirti alla nostra antica e nobile casata, che da generazioni serve questo mondo. Potrai scegliere il nome che più ti aggrada. Hai tempo fino all’alba per decidere.”
Queste furono le parole con le quali mi diede il benvenuto nella sua magione.

Fu una serata apparentemente tranquilla, un po’ noiosa forse. Più che altro aleggiava una strana atmosfera di tensione mescolata alla malinconia.

E pochi minuti prima dell’alba, diedi la mia risposta affermativa – Io un sir? Sticazzi!

Da quel momento le uniche cose che ricordo sono un dolce torpore, come venire svuotati di tutte le proprie forze e prima di acasciarsi sopra un letto morbido e ristoratore, seguito da un grido dentro la mia testa che mi sconvolse letteralmente il cervello.

All’improvviso divenni due persone. Io, Sir Wilfred, il vero continuatore del mio essere, che oramai aveva deciso la sua sorte ed era disposto ad andare fino infondo e, l’altro, tutt’altro che gentile, che con tutte le forze si opponeva a quel cambiamento, che nonostante tutto preferiva l’altra squallida vita. Non ha un nome suo, non ha un’identità propria. Alfred si fa chiamare. E’ il mio nome prima del mio signoraggio. Ma non fatevi ingannare: non è il vero Alfred, usa solo quel nome perché è l’unica cosa che rimane del mio defunto me stesso. Io sono il vero AaAaAaAaAlfred. *Fa swooosh col suo figherrimo mantello vampirlesco e gesticola in maniera terrificherrima*

Dentro la mia testa quella battaglia durò giorni, mesi, forse anni. Ma immagino che in realtà si sia risolto in qualche attimo di spasmo incontrollato. Ogni tanto torna e prova a mettermi i bastoni fra le ruote. Non so come andrà a finire, so solo che farò di tutto per continuare l’opera del mio caro e disperso amico.

La notte seguente, davanti al suo ingresso, c’erano solo i suoi vestiti ed un mucchio di cenere.

Il nome da scrivere sul titolo era abbastanza scontato.

Che dire, probabilmente farò la sua stessa fine. Immagino che tutta questa immortalità non giovi molto bene alla salute mentale. Certo, se poi Alfred collaborasse magari ci metterei molto più tempo a dare di matto. Ma per ora, ad un solo mese dal mio signoraggio, mi accontento di ambientarmi e di guadagnare qualche spicciolino. Dopotutto un Sir che si rispetti è ricco da far schifo!

E questa è parte della mia storia che mi ha condotto fino a qui. Se avete altre domande potrete trovare tutti i giorni alla mia magione dalle sei del mattino alle sette di sera, a dormire.

Ora, grazie al mio Volto Amichevole, alla Mia Santità e alla mia Inoffensività vado a fare gli occhioni dolci al primo che passa e lo convinco ad averlo per cena. BuoOoOoOoOoOna serataAaAaAaAaAaA!

SWOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOSH

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