[TRACCIA] Lavoro sporco – Sessione 7

Sessione 7 del 18/03/2018

Dopo una rapida ricerca su Sant’Agata, Alfred ne scopre un po’ la storia.
La santa pare vivesse attorno al III Secolo d.C. e fosse perseguitata dall’amore insistente e anche un po’ ossessivo di un Prefetto romano, tale Quintiliano.
La donna rifiutò sempre le sue avances, per questo venne mandata presso una cortigiana, Afrodisia, sperando che ne corrompesse la purezza, ma Agata resistette. Allora le vessazioni si fecero ancora più insistenti, fino a divenire vere e proprie torture.
Fuggì a Malta, dove si nascose nella cripta di Rabat, ma venne presto catturata.
Imprigionata, fustigata e mutilata delle mammelle, venne condannata una prima volta al rogo, ma un terremoto impedì che avvenisse. Allora venne fatta camminare sulle braci ardenti, ma si salvò grazie al suo velo che, posto sulle braci, le permise di camminarvi sopra senza farsi male.
Allora venne di nuovo fustigata e condannata al rogo. Questa volta le leggende narrano che San Pietro scese a farle visita in prigione e le curò le ferite.
Il giorno dopo venne arsa al rogo, mettendo fine alla sua persecuzione.
Tra le varie curiosità, risulta interessante il ritrovamento di una tomba (vuota) dove dovrebbe giacere il corpo della Santa, con un’incisione non del tutto sconosciuta ai nostri:

«Qui giace Iulia Florentina,
dove sono le sepolture dei martiri cristiani»

Nel cercare di capire qualcosa di più, Alfred chiama Ines e le chiede come mai è interessata alla pergamena e se conosce altri luoghi in cui sia custodita qualche altra reliquia della santa.
Ines spiega che è una sua curiosità, ne ha sentito parlare, si dicono molte cose riguardo quella pergamena, da che possa essere un frammento perduto del Libro di Nod, a che possa portare alla via della Golconda. In ogni caso risulterebbe molto interessante.
Fin qui niente di strano insomma.
La Signora di Biella dice anche che sa di una reliquia della santa nei pressi di una chiesa, a Basiglio.
decisi a capirci qualcosa di più, Alfred e il Prof decidono di andare a fare un giro.
Ovviamente il giro si traduce con un’effrazione ai danni del portone della chiesa, dove entrano e si portano via la mano della santa.
La mano ha un colorito perlaceo e sul palmo trovano una strana incisione che non riescono a interpretare, ma che sospettano sia collegato a qualche cosa di non troppo bello…
Gli occhi del Caos di Wilfred danno solo qualche indizio frammentario, collegano la strana guarigione della santa con il potere di manipolare carne e ossa degli Tzimisce, che vengono chiamati Diavoli, ma come questo possa aiutarlo non ne ha ancora la più pallida idea.

Si conclude la nottata e i nostri, passata la notte, si preparano a tornare a casa.

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