[TRACCIA] Lavoro sporco – Sessione 5

Sessione 5 del 03/03/2018

Rientrati a casa, in quel di Serrungarina passano la giornata nei loro rifugi, fino alla sera successiva.
Franco chiede la serata libera per andare a cena con la figlia, che non vede da molto tempo e con la quale aveva interrotto i rapporti quando aveva perso ogni cosa ed era finito per strada a fare il barbone.
Nessun problema, per Sir Wilfred, visto che oltre alle lezioni di “Principi di magia” e la ricerca di un bastone che lo possa aiutare nell’utilizzo appunto degli incantesimi, non ha molto altro da fare.
Sasha si dedica a riparare il suo mezzo e contatta Adeline per fare una visita psicologica, che le servirà per poter richiedere, insieme ad altri incartamenti, un nuovo “giocattolo” da mettere sul suo amato Lince.
Il Prof è intento nei suoi affari col nuovo laboratorio di Pesaro e  quando riceve una chiamata da Franco rimane dapprima spiazzato.
È ormai passata la mezzanotte, il maggiordomo di villa Serrungarina dovrebbe essere di ritorno, invece arriva una chiamata. LA chiamata.
Dal cellulare, il Prof percepisce solo qualche fruscio, un lamento, indiscutibilmente del proprietario della linea telefonica che ha chiamato.
Il Prof corre da Sir Wilfred che, utilizzando la sfera di cristallo, cerca Franco.
Lo vede in un posto angusto e buio, scosso di tanto in tanto. Sembra il baule di una macchina, Franco è legato e imbavagliato ed apparentemente privo di sensi.
Tramite la localizzazione GPS cercano la Mercedes che Franco ha usato per andare dalla figlia, la rintracciano a Pesaro, ferma in una via.
Di fretta si avviano e raggiungono la città, fermano l’auto nella zona residenziale e trovano in effetti la macchina.
Di Franco non c’è traccia.

Indagando tra i campanelli delle palazzine li attorno, individuano un appartamento con una donna di nome Violetta Bresciani, che corrisponde al nome e cognome della figlia di Franco.
Citofonano e chiedono del maggiordomo, ma la donna dice che è andato via ormai da più di un’ora.

Con la sfera di cristallo, Sir Wilfred cerca di nuovo Franco e lo trova ancora legato nel bagagliaio, perciò è ancora in viaggio.
Sasha trova il cellulare sotto la macchina di Franco, l’ultima chiamata è quella che ha fatto partire per loro. Con “Tocco degli Spiriti”, il Prof sente solo le ultime sensazione di Franco, lo spavento e il senso di oppressione, di soffocamento.
Sasha decide di controllare meglio il cellulare, trovando alcuni SMS intimidatori da parte di un numero sconosciuto, che il Prof riesce a ricollegare a un rumeno di nome Stan Iordan a cui Franco non ha dato probabilmente molta importanza.
Quando Sasha chiama Juri, il suo Sire, questi le dice che il cainita è entrato nel paese insieme a due Mercenari, una, piuttosto conosciuta, si chiama Yamina Ismail ed è un’Assamita.
Sasha chiama allora il numero di Iordan, il quale gli dice che vogliono avere la pergamena, altrimenti faranno del male a Franco.<Più tarderanno, più il maggiordomo potrebbe rischiare la morte.
Mentre si recano da Cristo velocemente per recuperare un po’ di attrezzature, telefonano anche a Ines, per chiederle cosa potrebbe contenere di così importante la pergamena.
La vampira spiega che c’è una teoria secondo la quale potrebbe contenere un rituale per riportare un’anima in un corpo, portando così alla Golconda. Ma è solo una teoria.
La notte volge al termine, troppo poco il tempo per un viaggio fino in quel di Montichiari, quindi decidono di finire i preparativi e di partire la notte successiva.

Contattato un vampiro di nome Abele, riescono a rimediare un rifugio, così la notte successiva non resta che partire.
Il viaggio è tranquillo, arrivano fino al santuario della Rosa Mistica. lasciano la macchina nell’immenso parcheggio e si guardano attorno.
Non c’è molto. Una rete metallica recinta il giardino dove si trova la sacra fonte, su cui troneggia una statua della Vergine Maria in preghiera. Fiori e panchine circondano il luogo, dove non è possibile accedere, poiché chiuso al pubblico. Poco male, perché non è quello il loro obbiettivo.
Si avviano per una stradina di terra e ghiaia che sale per la collina, infilandosi in una macchia boschiva che man mano diventa più incolta. Secondo le indicazioni ricevute da Ines, devono lasciare il sentiero seguendo quella che sembra poco più di una pista di animali.
La notte promette pioggia, c’è un po’ di vento, ma ancora nulla, finché non si trovano ad inciampare (letteralmente) nei resti di un antico muro coperto di muschi e edere.
Proseguendo con le ricerche, il Prof inciampa e cade in un vecchio pozzo. È pura fortuna che non si faccia davvero male, perché in fondo al pozzo ci sono delle lunghe tagliole arrugginite.
Con delle pietre scagliate con forza, Sasha appiattisce e spezza un po’ delle lame, quel tanto che basta per poter scendere insieme ad Alfred senza rischiare di rimanere infilzati…
Il pozzo è quasi asciutto e sul fondo da un canale chiuso da grate scende un po’ di melma…

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