Grixenda

Grixenda

Vero nome: Sconosciuto
Alias: Grixenda

Clan: Figlia della Cacofonia

Personaggio della Cronaca:
Zombies hate fast food

Precedentemente:
Ancora nessuna.

STORIA
(Volete saperne di più? Seguitela su https://grixenda.tumblr.com/ )

Questo è il mio blog della notte. So che voi pochi che mi leggete non ci credete ma io sono una cazzo di vampiro.

L’unico luogo dove posso sfogare la mia frustrazione è questa piattaforma virtuale dove nessuno mi prende troppo sul serio da segnalarmi e qualcuno mi dà abbastanza credito da leggere quello che scrivo e immaginare sia vero.

Non è la prima volta che vomito qui tutta la merda che mi passa nel cervello ma dato che il mio primo blog è stato censurato perché qualcuno mi ha segnalato per contenuti troppo espliciti questa volta cercherò di mantenere un profilo basso.

A proposito di vomitare.  Anche oggi non ho saputo resistere e ho mangiato degli hot dog comprati da Frankie Smalt. Fanno schifo ma non fa differenza perché tanto non sento più il loro sapore acido. La cosa triste è che comunque dopo li ho rigettati, esattamente come ogni volta che mi azzardo a prendere qualcosa da mangiare e mi rendo conto che il mio stomaco non regge. Cerco sempre di fare finta di nulla ma mi devo rendere conto che certe cose non le posso più fare.

Esattamente come andare a suonare a Central Park alle 3 del pomeriggio per passare il tempo e raccimolare gli spicci per la metro. 

Adesso al massimo posso nascondermi nei night club e cantare le canzoni che altri hanno scritto per dare un senso alla mia voce incazzata.

La mia “agente” si era raccomandata di non esprimere troppo questa rabbia che ho in corpo, però avrebbe anche dovuto spiegarmi il motivo prima di farmi lanciare un acuto e lasciarmi raccogliere i cocci (letterali) di ciò che ho frantumato coi polmoni. Non male per carità ma adesso ci penso dieci volte prima di cantare.

Era soddisfatta , si è solo raccomandata di non esagerare e mi ha lasciato il suo numero di telefono per quando fossi stata “pronta “. Alla mia lecita domanda “per cosa?”  ha riso e si è quasi volatilizzata lasciando dietro di sé profumo di viole e pane.  

Da quel momento è come se mi fossi riscoperta piano piano. Ogni giorno…ogni notte c’è qualcosa di nuovo; tranne i miei capelli che continuano a crescere rosa nonostante provi a ritingerli corvini ogni fottuta notte.

Non mi perdonerò mai la cazzata fatta quella volta per assecondare le manie di grandezza della mia vecchia band.

Knot in the guts.

Spero che brucino con la stessa facilità che ho io di contare i secondi che mi separano dal sorgere del sole.

Ho sempre avuto uno spiccato senso del ritmo, evidentemente la mia nuova condizione l’ha reso utile per impedirmi di carbonizzarmi facilmente.

Knot in the guts.

Un giorno gliele tirerò via personalmente ,le budella ,magari su un palco e magari col loro sangue ci brinderò anche, facendo passare il tutto come una pessima copia di un concerto di Ozzy Osburne. 

Impareranno a tradire me per una fottuta selezione a X-factor.

Come sono caduti in basso. 

Quasi gli auguro di avere successo solo per il gusto che avrò successivamente nel vendicarmi.

Perché accadrà.  New York è grande e gli incidenti accadono.

E io non ho lasciato tutto ciò che avevo per seguire dei coglioni assetati di successo traditori di merda  per della musica pop.

Se notate del risentimento ,avete ragione. 

La bassista del gruppo ero io. Ero io quella che scriveva le canzoni con il basso con le contropalle invece di una linea monotono per renderle semplici ad un pubblico abituato ai jingle pubblicitari. 

Ve lo dico. Se vi piace quel tipo di musica , ve ne farò pentire.  Sto quasi per uscire, anche stanotte. Vado a mangiare. No, non gli hot dog merdosi di Frankie Smalt. Ma penso non sia necessario specificare altro.

A domani notte, stronzi. 

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