[TRACCIA] Lavoro sporco – Sessione 20, Parte 1

Sessione 20 Parte 1 del 31/10/2018

Special TwentyHalloween!

Sotto la roccia lavica dell’Etna, si nasconde un convento, sepolto dalle eruzioni del vulcano, quel convento si dice fosse molto antico e potrebbe essere un buon nascondiglio per il corpo di un Matusalemme.
Seguendo le indicazioni di Antonino, il fantasma convocato al cimitero, prendono una stradina dove il cartello di interdizione avvisa che le fumarole sono attive e pericolose.
Un po’ trepidanti, i nostri si accorgono che, passate le prime fumarole, c’è un punto in cui la strada si inerpica, il terreno è caldo, ma nessuna colonna di fumo si leva dal suolo.
Parcheggiano il Lince e Sasha, recuperato un martello dai suoi attrezzi, inizia a picchiettare il terreno come farebbe un esperto col martelletto sulla forma di Parmigiano.
E bussa qua, bussa la, alla fine una crepa si apre nel terreno. Nemmeno il tempo di dire “Ah!” che i nostri tre eroi (Olimpia, caso strano, è rimasta sana e salva) precipitano in una voragine.
Col panico crescente, faccio chiudere gli occhi ai miei giocatori e consegno le loro nuove schede!

I folletti dispettosi li hanno presi e trasportati in un luogo a caso, cambiando loro connotati, abilità e caratteristiche, pasticciando la loro scheda!
Adesso disegnini, scritte e pallini colorati tempestano le schede.
Precipitati al suolo vi atterrano fluttuando nell’aria come foglie, senza farsi male e chiamando Olimpia, scoprono che può sentirli, ma non si vedono, troppo profonda e buia la buca per potersi vedere. Olimpia comunque avvisa che corre a cercare delle corde per poterli tirare fuori.
Nel frattempo i nostri si accorgono che in realtà nella caverna dove sono finiti,che è immensa, un colonnato con delle mura indica l’ingresso di una sorta di costruione dall’aria ellenica.
Mentre avanzano nella sala, leggono le storie che le pareti raccontano, storie di Dei e di eroi, ed in sottofondo sentono un rumore ritmico, come uno sbattere ferro su fermo, seguito, di tanto in tanto da un sibilo.
Scendendo una lunghissima scala, raggiungono la fonte del rumore.
Ovviamente ad ogni tiro che comporti almeno un 1 nel complessivo dei dadi, le loro Attitudini vanno pian piano svanendo, lasciando posto a una serie di nuove Attitudini, più o meno utili.
Un uomo, alto tre metri e mezzo e piuttosto nerboruto sta battendo il maglio pesantissimo su una lama posata su una grossa incudine, facendola poi sfrigolare nell’acqua prima di arroventarla nuovamente per temprarla.
Si tratta di Efesto, come si presenta ai tre vampiri e quando gli chiedono dove si trovano, lui alza le spalle e gli dice che sono nei pressi del Tartaro.
Quando gli chiedono come uscirne, Efesto dice che gli dirà come farlo se andranno da Andros a dirgli di smetterla di spegnergli la fucina. Lo scherzo è bello quando dura poco, ma sono millenni che il Semidio gli rifila quel tiro mancino.
Mentre invece per sapere dove si trova Agathae devono andare a chiederlo a Tanathos, è lui che si occupa di morti e anime…
Per le due mete Efesto indica rispettivamente una scala a chiocciola e una porticina.
Decidono per prima cosa di andare a cercare Tanathos, quindi varcano la porta e si trovano in un corridoio illuminato da piccole lampade. Percorrendo il corridoio si affacciano su una stanza dove Dioniso se ne sta in panciolle, servito e riverito da numerose ancelle, intente a sfamarlo.
Fa un dono a Sasha, una fantastica collezione di oggetti ittici, da cui Sasha prende un retino che riempie di grossi e succosi chicchi d’uva offerti da Dioniso.
Proseguendo il corridoio, arrivano ad una scala che scende per una stretta gola, verso una spiaggia dove numerose anime sembrano rimanere in attesa di qualcosa.
Raggiunte queste anime, scoprono che sono tutte senza monete per poter pagare il traghettatore.
Alfred decide quindi di mettersi a cercare qualche moneta sulla spiaggia: con quelle possono chiamare e pagare il traghettatore che, sulla sua barca spettrale, li conduce verso l’altra sponda del fiume Stige.
Caronte si rivela un tipo abbastanza allegro e di compagnia, durante il breve viaggio e quando sbarcano lo salutano quasi come se fossero amiconi.
Strano ma vero, una volta al di la dello Stige accanto all’ingresso per il Tartaro vero e proprio, si trovano i bagni. Curiosa, Sasha entra e sentendo singhiozzare scopre che c’è una donna che piange a dirotto nell’ultimo bagno. Dice di essere Elisabetta I, regina d’Inghilterra e spiega di essere li perché deve pagare il suo debito per aver stipulato un patto con Tanathos in cambio della possibilità di governare senza errori e timori il suo regno.
La convincono, con molta calma, a uscire, dicendole che cercheranno di intercedere per lei con Tanathos, rassicurandola e la portano con loro dal signore degli inferi.
Superato Cerbero, che si sta smangiucchiando un ossetto tranquillo, arrivano nell’ufficio di Tanathos. Lui però è impegnatissimo a guardare la sua soap-opera preferita, Il Segreto, quindi li tiene zitti e buoni per una mezz’oretta.
Quando finalmente si decide a prestar loro attenzione, la prima cosa che fa senza batter ciglio è far sparire Elisabetta I e porgere i suoi ringraziamenti per avergliela riportata, lasciando loro alcuni strani doni: un generico “scherzetto”, una collana di gocce di rugiada del mattino e un buco senza culo.
“Perché?” vi chiederete?
“Perché no?” dico io.
A parte questo chiedono a Thanatos se conosce Agathae e lui afferma di averne preso l’anima e averla stipata con le altre nelle vasche del tormento, insieme alle loro. Il corpo della Santa, invece, riposa nelle profondità della terra. L’ingresso di un corridoio si nasconde nella parete del corridoio da cui sono venuti e da li possono raggiungere il luogo dove riposa la vampira, ma devono stare attenti, una guardiana ha intessuto la sua tela attorno alla Cripta.
Ovviamente la cosa fa brillare gli occhietti avidi di tutti, che dopo aver chiesto dove si trovino le anime, si congedano da Tanathos e si dirigono verso il caro Cerbero.
Sotto la sua zampa si trova il passaggio per scendere dove dimorano le anime tormentate… quale miglior momento per usare un buco senza culo se non questo?
Si tratta di un buco, di fatti, che crea un passaggio nelle cose. Un varco attraversabile.
Passano tutti e tre senza che il cagnone se ne accorga e scendono di sotto, dove Ancelle infernali con forconi appuntiti, tengono a bada una miriade di anime in continuo fermento.
Sasha decide allora di lanciare Alfred e il Prof nella bolgia e loro per un pelo non si sfracellano sulle punte di roccia sottostanti.
Iniziano a chiamare le loro anime, ma per ora nessun successo, attirano però l’attenzione delle Ancelle infernali, che chiedono loro cosa stanno cercando di fare.
Con prontezza il Prof racconta una mega panzana su uno spettacolo teatrale dove sono coinvolte appunto anime e che gli servono per divertire il loro signore, Tanathos.
La panzana è convincentissima, tanto che le Ancelle forniscono loro anche 5 ampolle dove custodire le anime.
Con Convocazione Alfred chiama a se le loro anime, la sua, quella del Prof, di Sasha, di Arcadia e di Agathae.
Imbottigliate le anime (quella di Arcadia sbrilluccica vistosamente), se ne escono di tutta fretta e arrivati al buco scoprono che Cerbero, nel dormire, l’ha tappato infilandoci uno zampone.
Allora Sasha lo morde. La zampa si sposta con un guaito e a loro adesso tocca uscire a tutta velocità… Beh, almeno ci provano… il Prof infatti rimane schiacciato da una zampa di Cerbero, ma per fortuna riesce a divincolarsi.
Saltano tutti sulla barca di Caronte e Sasha inizia a remare a tutto spiano per arrivare dall’altra parte.
Risaliti per il crepaccio tornano nel corridoio in cui avevano incontrato Dioniso e dopo diversi tentativi, finalmente trovano il passaggio.
Seguendo un dedalo di corridoi, arrivano ad una piccola e buia cripta. Una porta, chiusa da secoli, se non millenni, impedisce loro di raggiungere la vampira.
Ancora una volta il buco senza culo di Alfred viene utile. Lo schiaffano sulla porta e Alfred si offre per passare oltre.
Le ragnatele riempiono la stanza e non si sa bene come, il Prof, che ora ha un’Attitudine che si chiama “Svolazzare con stile”, fluttua schivando le ragnatele e raggiungendo la teca dove è custodito il corpo rinsecchito di Agathae.
Aperta la teca, il Prof fa bere alla donna la sua anima (Come suggerito da Alcina durante una precedente chiamata tramite una Siri tutta strana su un cellulare senza tasti trovato dal Prof).
C’è un’evidente lotta interiore, che dura diversi minuti, prima che il corpo, seppur morto e privo di sangue, si quieti e torni immobile.
Il Prof si carica a spalla il corpo e si defila quando vede le ragnatele muoversi e qualcosa di abbastanza grosso avvicinarsi.
Portando con se il corpo della vampira millenaria, tornano di corsa da Efesto…

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