[TRACCIA] Lavoro sporco – Sessione 13

Sessione 13 del 01/06/2018

la sessione riprende dall’ultima scena della scorsa sessione.
Ivy, Ravnos sopravvissuta al crollo di una cascina si contorce per una sorta di convulsione, urlando spaventata.
Il Prof decide di usare Tocco degli Spiriti per poter capire cosa stia succedendo.
Precipita nella visione di Ivy, ne sente la paura, il rumore della terra che trema e dei calcinacci che iniziano a crollare. Ma prima che tutto sia finito vede dodici lampi verde smeraldo che si alzano dal bosco, riesce a contarli con precisione e subito dopo il viso di Iulia Florentina compare nel suo campo visivo, inespressiva come solo un figlio di Caino può essere dopo lunghi secoli di non vita.
Il Prof poi è costretto ad abbandonare la visione, non c’è molto altro da fare, per quella notte, se non parlare ancora con qualche sopravvissuto qua e la, ma nessun’altra notizia è rilevante.
La notte successiva, appena cala il buio i nostri si destano e, recuperati i cartellini da Ines per passare oltre la linea di sorveglianza, si mettono in cammino. Ci vogliono un paio di orette per arrivare alla Fonte della Rosa Mistica.
Nel parcheggio che l’altra volta era vuoto, ora ci sono diversi furgoni e macchine. TV, gruppi scientifici più o meno conosciuti, geologi e guardie di sicurezza, oltre che le comuni forze dell’ordine, hanno delimitato la zona della fonte e la stradina che porta nel bosco.
Sasha individua il furgone di “Mistero”, noto programma, e convince Daniele Bossari (non me ne voglia il signor Bossari ma Sasha ha fatto una sfilza di successi allucinanti!) a portarla a vedere cos’è accaduto.
A differenza della volta precedente l’acqua non crea più nessun disagio, anche perché, appena arrivata all’interno del giardino-santuario, Sasha vede una grossa crepa che passa proprio dove prima c’era la pozza della fonte, prosciugandola. La statua di Maria è danneggiata e geologi in tenuta da speleologi stanno cercando di decidere se sia il caso di scendere a vedere o meno.
A questo proposito il Prof e Sir Wilfred cercano di convincere gli speleologi a far scendere loro, ma alla fine anche Sasha ritiene che non sia sicuro, più che altro perché tutti affermano potrebbe esserci una scossa di assestamento.
A questo punto i nostri hanno un piccolo battibecco e mentre Sir Wilfred s’incammina verso il bosco, il Prof decide di voler prima vedere le rovine dove era rifugiata Ivy.
Trova, in effetti, le macerie di una cascina, con delle impronte che si allontanano strascicando, seguendole individua il punto da dove è uscita la Ravnos. Spostando qualche maceria e un paio di travi individua il punto in cui era quando tutto è crollato, ma non c’è molto altro. Almeno finché non controlla meglio tra le macerie, trovando alcune gocce di sangue. Dalla loro forma deduce che il sangue è zampillato violentemente, quindi deve essere stato sottratto in modo violento, non consensuale.
Sir Wilfred, invece, risale la collina fino al bosco, dopo essersi fatto prestare un paio di scarponi dai Vampiri di Ines che erano di guardia, e si mette alla ricerca del pozzo da cui erano entrati la prima volta.
Quando lo trova si cala, ma la grata da cui erano passati è chiusa dalle macerie. Di li non si passa più.
Allora gli torna in mente che Sasha aveva fatto un buco nel soffitto della chiesa sotterranea per poter uscire e si mette a cercarlo. Gli Occhi del Caos lo avvertono: Sono cambiate molte cose dall’ultima volta che è stato li.
Sicuramente non trovare gli spiriti arrabbiati è solo la prima delle cose che nota siano diverse, però non nota la buca nel terreno e ci cade dentro, facendosi una bel volo d’angelo fino sulle pietre del pavimento della chiesa sotterranea.
La chiesa manifesta diversi danni e crolli dovuti alla scossa. Le statue sono cadute, alcune spezzate altre solo appoggiate malamente nelle loro nicchie, il portone è rotto, nella stanzetta in cui c’era la fontana demoniaca, l’acqua non sgorga più, ma la si sente gorgogliare più in basso, sotto la grata.
I corridoi dell’ossario sono crollati in buona parte, l’unico che sembra pressoché intatto (non fosse per qualche osso e teschio caduto dal suo incavo nella parete) è il corridoio che porta alla teca.
Già diversi metri prima di arrivare alla piccola cripta, Wilfred calpesta dei vetri, quando la raggiunge vede subito la teca esplosa, i vetri tutti attorno, sbriciolati.
Passiamo al Prof, che decide di avviarsi anche lui verso il bosco. Attraversa la collina e risale sull’altra dal fianco, infilandosi nel bosco. D’un tratto, però, rimane bloccato. Nota sul terreno una bruciatura con uno strano disegno e cerca di cancellarla, ma da dove ha scavato la terra esce una mano, decisamente mortissima da un bel po’ di tempo, che gli afferra la caviglia e lo tira verso il basso.
Uno zombie sta cercando di uscire.
Il Prof lo colpisce ripetutamente con il suo bokutō. Lui sta affondando nel terreno mentre lo zombie ne sta uscendo.
Intanto Sir Wilfred nella cripta vede un fuoco fatuo accendersi in una delle nicchie nelle pareti.
Le avevano viste anche quando erano stati li la prima volta, ma ora che guarda meglio vede inciso uno strano simbolo sopra la nicchia. Nota anche che ogni nicchia ha un simbolo diverso. Prova a pungolare, molto coraggiosamente, il fuoco fatuo,che stride, ma non riesce a spegnerlo, quindi decide, molto genialmente, di coricarsi sulla pietra dove era posta la teca, per riflettere suppongo.
Si accorge, una volta coricato, che sul soffitto della cripta, tra le asperità della roccia, sono incisi dodici simboli, in cerchio, che attorniano il piccolo altare dove si è coricato.
In tutto questo Sasha, che ha visto i compagni andarsene per i fatti loro, decide di nitrirsi di Bossari e di portargli via una GoPro per fare qualche ripresa. Siccome è sicura che il Prof bene o male se la possa cavare da solo, decide di andare nel bosco in cerca di Wilfred.
Tuttavia sentendo dei rumori sospetti, trova il Prof (con gran culo dalla sua perché non pesta nessun simbolo per terra…) in colluttazione ravvicinata con uno zombie.
Sfilata la colonna vertebrale allo zombie, che si accascia ma non demorde, inizia a cerare di capire come tirar fuori il Prof, fino a che a quest’ultimo non viene l’idea (dopo aver visto un coniglio attraversare indenne uno dei simboli nei pressi) di usare un punto sangue per farsi battere il cuore e simulare di essere vivo.
Questo basta per uscire indenne dalla terra, che si richiude dietro di lui come non ci fosse mai stata una buca.
Nella cripta il fuoco fatuo si spegne, Wilfred se ne accorge. Riesce appena ad interpretare i simboli sul soffitto con Occhi del Caos, prima di cadere in una sorta di torpore, inseguendo delle voci di donna che chiedono se vuole restare con loro, restare a giocare e a pregare. Sono molto gentili e accoglienti e Wilfred si lascia trasportare in una sorta di visione idilliaca, dove, su un prato luminoso, si trova in compagnia di molte donne dall’aria pia.
Le dodici parole che traduce sono: Vita, protezione, anima, corpo, sofferenza, riposo, morte, comprensione, difesa, resurrezione, eternità, bellezza.
Sasha e il Prof seguono più o meno lo stesso percorso di Wilfred, solo che non precipitano come lui, ma saltano giù con più attenzione.
Si aggirano anche loro in quello che rimane della Chiesa e delle altre stanze, fino a raggiungere la cripta.
Col visore termico anche Sasha adesso può scorgere, lungo le pareti del corridoio, gli spiriti delle donne morte, in attesa. E Sir Wilfred in torpore steso sull’altare.
Mentre il Malkavo cerca di convincere gli spiriti a lasciarlo andare usando Demenza, il Prof decide per l’intervento rapido. Toglie il cilindro dalla testa di Wilfred e spera che l’intervento di Alfred possa servire a svegliarlo dal torpore.
Per sua fortuna lo “strappo” è abbastanza forte da far tornare sulle sue Wilfred, ma fa incavolare bruttamente gli spiriti.
I nostri però sono preparati.
Wilfred si avvolge nel suo mantello, nel cui bordo è stato inserito del sale grosso (Occhio a non bagnarlo! :p) e brandisce il suo bastone dal pomolo in resina e quarzo.
Il Prof ha usato lo stesso sistema nel suo camice, che però ha delle tasche interne cucite in modo tale da fornirgli più protezione e impugna il suo bokutō dalla lama lignea coperta da uno strato di quarzo e resina.
Sasha ha il suo tubo portatile, che srotola attorno a se in un cerchio e impugna la mazza da baseball coperta di resina e quarzo. Per un po’ se la cavano, sono abbastanza protetti dai loro cerchi di sale, ma non riescono a muoversi in mezzo a tutti gli spiriti. Sasha non sa come esorcizzare tutti quegli spiriti in una volta sola, ma le torna in mente che i bambini nelle nicchie dell’ossario avevano due monete sugli occhi. Devono pagare l’obolo.
Da qui iniziano a piovere monetine. Lanciano tutte le monetine che hanno nelle tasche, ma non sono abbastanza per tutti quegli spiriti. Quindi decidono di far riaddormentare Sir Wilfred sull’altare per calmarli, mentre uno di loro uscirà per andare a prendere delle altre monete con cui pagare l’obolo agli spettri rimanenti. Fanno un rapido calcolo, ci vorranno altre 30 monetine circa.
Sir Wilfred si stende sull’altare e Sasha e il Prof corrono alla cripta, siccome Sasha non riesce ad arrampicarsi, lancia su il Prof, che va a recuperare monetine qua e la come un’accattone professionista e recupera anche una corda per una migliore via di fuga.
Tornato indietro da Wilfred e come prima lo svegliano.
Lanciate le ultime monete, sono spariti tutti gli spiriti.
Per sicurezza decidono di distruggere completamente l’altare, sotto il quale trovano uno strano simbolo, che fotografano, decidendo di mandarne poi una copia a Olimpia Giovanni per saperne di più.
Per concludere se ne vanno alla svelta. È chiaro che Iulia Florentina non sia più li, resta da capire se sia un bene o un male che si sia risvegliata.

Fine del Capitolo…

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