[TRACCIA] Lavoro sporco – Sessione 11

Sessione 11 del 27/04/2018

Arriva il mattino, la giornata inizia, ma qualcosa disturba un po’ il sonno dei nostri Tacchini.
L’unico però che riesce a svegliarsi è il Prof, che si accorge che sta succedendo qualcosa di strano. Degli uomini vestiti di nero stanno facendo bere qualcosa a Sasha e a Alfred, che sono rimasti inermi.
Il Prof tenta di difendersi e scappare e in effetti qualche danno riesce a farlo, ma non resiste abbastanza a lungo per essere sicuro di aver eliminato il problema, prima di collassare per il resto della giornata.
La notte dopo si svegliano e sono incatenati.
Non hanno bene la percezione di quello che sta succedendo, sono abbastanza storditi da qualcosa nel loro organismo e dagli effetti il Prof deduce si tratti di morfina.
Stan Iordan li tiene in scacco e per tenerli buoni li costringe a bere il suo sangue.
Non si rendono ben conto di quanto tempo passi, sentono solo il legame che li unisce a Iordan, ad eccezione di Alfred, che riesce a mandare il sangue nei polmoni invece che nello stomaco e a sputarlo, impedendo così il legame col vampiro.
Quando finalmente si riprendono sono nei loro letti, nella locanda.
Acquistate un paio di scatole di cerotti ematici se la filano a tutta velocità per tornare a Piatra Neant.
Lasciano l’auto all’autonoleggio, pagano il conto e salgono sul tetto dell’ospedale, dove Selene li sta aspettando.
Rientrano in Italia e Wilfred contatta per prima cosa i Mercenari Assamiti per spostare l’incontro con loro.
Fin qui nessun problema. Vanno nelle brande e passano la giornata.
Dopo un buon riposo è ora di tornare in attività e Wilfred si reca con Sasha all’incontro con Yamina e Arif.
Si accordano, Yamina e i suoi dovranno raccogliere le informazioni sugli Anziani Tzimisce, tempo: un mese, pagamento 100.000€, con l’accordo che se verranno contattati da altri e/o pagati di più verranno avvisati.
Da qui parte tutta una serie di chiamate di Sir Wilfred per far controllare gli Assamiti dai Norferatu, i Nosferatu dai Mannari, i Mannari da Ilqar, da Alcina, Alcina da Arcadia e Arcadia da nessuno, perché se Arcadia tradisce il mondo non ha più senso! XD
A parte tutto questo delirio, il Prof si reca in Laboratorio, a Pesaro e tra la posta, nel suo ufficio, trova volantini e appunti sulle ricerche della “Good Blood”.
Ovviamente la cosa lo intriga, per questo inizia a mettersi al lavoro sul suo progetto per produrre il sangue sintetico. Avendo anche qualche buon risultato.
Tornata a casa Sasha, decide di far vedere a Saigon il pugnale che ha trovato nel sotterraneo dell’abbazia di Sant’Agata.
Saigon lo osserva con curiosità per un po’, prima di dirle che si tratta di un pugnale rituale.
“Mors tua, vita mea”, recita l’incisione sulla lama. Il capro inciso sul pomolo indica Baal, il Signore delle Mosche, un tipo indisponente, dice Saigon.
Il pugnale non solo trasfonde il sangue, ma sugli esseri umani potrebbe avere un effetto mortale.
Un oggettino interessante, insomma.

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