[TRACCIA] Corto Circuito, Sessione 1

Sessione 1 del 31/08/2018

Bene, come dicevo, Itzal, un Tremere con problemi relazionali, Akhmed, un Gangrel quasi tecnofobico che somiglia un po’ troppo a Bin Laden, e Piero, un Giovanni che ha l’aspetto di un bimbo di 8 anni e un amico immaginario piuttosto sanguinario, sono chiusi in una camera d’Hotel con una 82enne morta d’infarto.
Nella strada, davanti al caseggiato, un’auto sta tenendo sotto controllo lo stabile e Akhmed si accorge i due ombre sul tetto della casa di fronte.
Itzal decide di provare ad hackerare le telecamere del bancomat di fronte e riesce a vedere che ci sono altri tre tizi fuori posto che si fumano una sigaretta all’angolo della strada.
Decidono quindi di chiedere consiglio a Berry su come muoversi e questi gli consiglia di aspettarlo, in meno di venti minuti sarà li. Dovranno uscire dalla scala antincendio e scendere in strada fingendo indifferenza mentre raggiungono la sua auto. Li porterà in una zona più sicura.
Sembra tutto facile. Sembra.
Mentre Akhmed viene convinto da Piero che sono al piano terra (invece sono al secondo piano e Akhmed dovrebbe saperlo, visto che prima hanno salito le scale…) invece di scendere le scale convenzionalmente, si butta dalla finestra accanto alle scale in puro stile “olio cuore”, cadendo al piano terra e per un pelo non si stampa malamente. Mentre Piero, che è troppo intento a parlare con il suo amico immaginario (oltre che nel tentativo di far altri scherzoni galattici ai suoi compari), finisce (“IT’S KARMA TIME, BABY!”) in un tombino aperto.
Ovviamente era la conseguenza di un fallimento critico, ma ho riso un quarto d’ora…
Ok, scusate, ora freno la mia vena sadica e torno ai fatti.
Dicevamo, scesi al piano terra, escono dal cortile posteriore e si avviano. Purtroppo Piero finisce in un tombino, così tutta la simulazione di nonchalance di poco prima va un po’ a farsi benedire.
Lo tirano fuori e si affrettano a raggiungere l’auto di Berry.
Vengono portati alla residenza del Primogeno, Bastian, dove ricevono rifugio e dove Piero torna sotto al controllo del suo Mentore, Isidoro, che si era preso una pausa dal suo babysitteraggio. Pausa piuttosto breve a dire il vero.
Comunque il Primogeno li accoglie e dopo aver sentito dei tizi che li hanno pedinati, spiega loro che sono successe alcune cose che hanno un po’ smosso le acque e fatto insospettire i cacciatori umani.
A quanto pare dei Samedi hanno deciso di organizzare una festa al cimitero di Springdale, evocando un po’ di zombie che hanno aggredito alcuni cittadini.
Questo è accaduto non più tardi di, ormai, due notti prima.
Akhmed, visto che è quasi l’alba, decide di chiamare a se alcuni procioni. Purtroppo sbaglia un po’ i conti e ne convoca un mezzo esercito. Poco male.
Chiede agli animali di andare nella zona del cimitero e di rosicchiare e rompere i cavi delle auto parcheggiate li davanti, oltre che provare a contare quanti vampiri possano esserci.
Lasciati andare i procioni all’assalto, si dedicano a un po’ di relax e a prepararsi per passare la giornata.
La notte successiva Akhmed richiama di nuovo i procioni, che gli riferiscono che hanno rosicchiato i cavi di quattro auto e e che hanno contato una decina di umani e tre vampiri.
Ovviamente sono procioni, perciò la precisione non è millimetrica…
Comunque Piero si lancia nell’ardua proposta di rendere ghoul un paio di umani e di mandarli in giro a spargere la voce di quel che è successo al cimitero (cosa che il Principe ha accuratamente evitato a causa di una cosetta che si chiama Masquerade), per cercare di attirare l’attenzione dei Cacciatori…
L’idea è un po’ un rischio, ma qua bisogna trovare una soluzione…

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