L’osservatore Cainita – Edizione straordinaria!

♠ ON GAME ♠
Appare, sulla rivista l’Osservatore Cainita, edizione speciale, una strana lettera…
«Comprate!
Signori comprate il nuovo numero dell’Osservatore Cainita!
Comprate! Un aereo si schianta, quattro morti che più morti non si può!»

Clicca per ingrandire.

«Sono secoli che, nel buio della mia mente, ti cerco.
Sono secoli che progetto di averti tra le mani, inerme, debole.
Sono secoli che non vedo l’ora di prenderti tra le braccia e mordere quel bel collo che hai.
Morderlo e straziarlo, sradicare la laringe dalla sua sede, raggiungere le corde vocali e strapparle, guardarti dentro, letteralmente, per vedere quale schifosa sostanza nera ti corrompe dall’interno, così da poterla succhiare via come si farebbe con il midollo dalla spina dorsale.

Mi hai trascinata nella tua oscurità e qui mi hai abbandonata. Da sola, dopo avermi fatto credere che saresti stata con me, come una Madre.
La mia Madre Oscura.
Sei stata la prima a tradirmi, sei stata la prima ad abbandonarmi.
La tua coscienza è sporca, lurida, la tua anima è lercia e giace nell’antro di Lucifero tra le fiamme, godendo probabilmente del male che le viene profuso per quanto è perversa.
Tu mi avevi promesso che avresti adempiuto al tuo compito di Genitrice dopo avermi Abbracciata in un momento di abbandono, quando la Bestia ti aveva sorpresa e non eri riuscita a controllarla.

Mi hai dilaniato il corpo e sarei morta per le ferite che mi avevi inferto, se non ti fossi ripresa da quella furia senza controllo e la tua lurida coscienza pietosa non si fosse affacciata. Allora mi hai morsa.
Hai deciso tu di farlo, non io.
Tu e la tua pietà mi avete resa la predatrice che sono ora. Una creatura assetata di vite altrui in un corpo di bambina. Per secoli intrappolata in queste piccole graziose, mortali fattezze, a lottare contro la Bestia che mi divorava dentro, prendendo pian piano il controllo, finché non commisi un errore. Un solo errore. E tu mi hai condannata, mi hai scacciata. TU!
Tu che fosti la prima a farlo, quell’errore! TU!
Tu che ti lasciasti andare alla Bestia e mi massacrasti!

Pensai, in quell’epoca, che se avessi cancellato il ricordo di quell’errore dalla tua testa, tu saresti rimasta con me. Il Fato mi fu propizio e la tua mente fu nelle mie mani, Madre. Distillai ogni tuo pensiero, uno dopo l’altro fino a ridurli in brandelli, così non ti sarebbe rimasto niente, nient’altro che me; ma tu fuggisti lo stesso.
Mi hai rinchiusa nel ventre della terra e sei fuggita, gettando la chiave perché nessuno la trovasse.
Tu che ti declami Santa, tu che preghi il tuo Dio di luce e amore! Tu, Agathae, Madre mia!
Con che diritto?

Ah, ma ora la rabbia cieca si è spenta, lasciando un freddo endemico livore; un astio che, velenoso, si è insinuato sotto la pelle e fin nelle ossa.
Ti avrò Agathae, Madre mia. Ti avrò e non ti lascerò più andare via, diverrai parte di me.
In un modo o nell’altro.
Sto arrivando, Mammina cara…»

 

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