[TRACCIA] Lavoro sporco – Sessione 19

Sessione 19 del 26/10/2018

Raggiunto il rifugio Sasha esce a cercare il contatore per attivare la luce come spiegato da Calogero.
La notte è tiepida e serena, siamo a Marzo e la visibilità è ottimale.
Tutto tranquillo.
Sasha rientra di corsa perché sente le urla di Sir Wilfred, ma è solo uno scherzo del Malkavo. Risolto il problema, Sasha chiude il portellone del garage e si appresta, come tutti gli altri a riposare per il giorno.
La sera il risveglio è tranquillo, ma una volta saliti nel garage dalla botola, si accorgono che c’è qualcosa che non va. Percepiscono una presenza, che il prof alla fine individua in un angolo della stanza grazie all’aura.
Si tratta di Taher Al-din Khraisheh, un Assamita del Clan locale che è stato mandato per controllare i nuovi ospiti della signora Rosolino.
Taher spiega che il suo capo, Pax, del Clan Brujah, sta cercando di prendere il controllo del territorio dei Nosferatu e quindi il Signore di Palermo chiede di incontrare, come da Tradizione, i nuovi arrivati.
Ovviamente sono costretti ad accettare, se non vogliono complicarsi la vita, così il sopralluogo sull’Etna è rimandato ancora di un po’.
Pax, si trova a Caltagirone, presso la parrocchia del paese e una volta raggiunto e presentatisi, scoprono che, a parte le mire espansionistiche, Eusebio, detto Pax, è un bravo “picciotto”.
Mostra una ferita piuttosto vistosa, raccontando che alcuni mesi prima è stato attaccato da tre streghe, che ha dovuto sistemare perché causavano problemi nel territorio (Ricordate le tre streghe scappate dal castello di Daniele Savonarola?) .
Poiché si mostra comprensivo, decidono di raccontargli del sospetto della presenza di una probabile Antidiluviana sulle pendici dell’Etna, dell’arrivo del Clan Tzimisce, del coinvolgimento dei Giovanni… e a questo proposito fa chiamare Olimpia che, pochi minuti prima era uscita proprio per raggiungerli.
Pax, racconta delle eruzioni del vulcano, facendo sorgere in loro l’interesse per quegli eventi. Con qualche ricerca mirata, il Prof trova notizie al riguardo, in particolare all’eruzione del 1843 che seppellì buona parte del vecchio paese, compreso un antico convento.
Trovata una lista dei deceduto, decidono di andare al cimitero di Bronte per provare ad evocare uno spirito, così che possa parlar loro del convento e spiegargli dove si trovi esattamente, per limitare i buchi… nella lava!
Salutano Pax, quindi, e si avviano. Il cimitero di Bronte è piuttosto grande e, mentre davanti si trova il nuovo cimitero, chiuso dal cancello e con telecamera di sorveglianza (telecamera che il Prof fa saltare con il suo Disturbinator), la parte più vecchia e sgarrupata sta dietro. Entrarci è uno scherzo, perché il muro è crollato e dopo un po’, finalmente trovano la tomba di una delle persone segnalate nella lista trovata online dal Prof.
Sulla tomba di Antonino Luca, geometra, così dice il sito internet, Sasha ne evoca lo spirito. Tuttavia questi parla siciliano strettissimo e i nostri sono costretti a chiamare la signora Rosolino per avere una traduzione, che prontamente ella fornisce.
Oltre a diverse informazioni sull’evento in se e per se, Antonino spiega anche come raggiungere la zona dove si trovava il convento.
Cortesemente congedato lo spirito i nostri quattro se ne vanno dal cimitero e si avviano seguendo le indicazioni dello spirito.

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