[TRACCIA] Lavoro sporco – Sessione 14

Sessione 14 del 06/07/2018

L’ultima sessione, la Tredicesima, segnava la fine del capitolo, ora cominciamo la storia del nuovo capitolo, con un rapido riassunto degli ultimi eventi.
Dopo esser tornati da Ines a fronte della notizia di un terribile terremoto, i nostri hanno fatto un giro di perlustrazione nell’antica Cripta sotto l’abbazia abbandonata di Sant’Agata, solo per scoprire che una sorta di sigillo si è spezzato e ciò che conteneva ora si aggira libero.
Si tratta di una apparentemente giovane fanciulla, ma Cainita piuttosto antica, di nome Iulia Florentina.
I nostri ora tornano al rifugio di Ines per portare la notizia e decidere come muoversi.
Visto le informazioni raccolte potrebbero avere a che fare con qualcosa di piuttosto importante.
Da Ines, intanto, si raccolgono molti cainiti e tanti sono costretti a dormire di sotto, nel parcheggio, chiusi in roulotte, camper e minivan.
Sasha offre a Thomas, un Ventrue, e ad alcuni altri di dormire nel suo Lince, i poveretti accettano volentieri, giusto per non dormirsi in testa l’un con l’altro, visto che erano in dodici in una Multipla.
Oltre a questo entro la fine della nottata il Prof chiama Olimpia Giovanni, per avere informazioni sul sigillo, mentre Sir Wilfred chiama Ugo per chiedergli di raggiungerli, così da potergli presentare l’anziana del Clan Nosferatu che alloggia nelle cantine dell’Elysium, Maddalena Rosolino, con cui ha fatto conoscenza per poter avere informazioni riguardo gli spostamenti di Iulia Florentina.
I Nosferatu, infatti, sono il miglior sistema di indagine che Ines abbia dalla sua parte e si mettono a disposizione dei nostri eroici cainiti per fornire loro quante più informazioni possibili.
La notte successiva, mentre aspettano l’arrivo di Ugo, Olimpia chiama, avvertendo che li sta raggiungendo, perché ha trovato un paio di informazioni interessanti che riguardano quel sigillo di cui il Prof le ha mandato le foto.
Nel mentre, Maddalena sta accompagnando Sasha e Sir Wilfred a vedere l’ultimo posto in cui pensano che Iulia abbia passato la giornata.
Gli uomini dell’Anziana Nosferatu, hanno ricevuto una chiamata in zona Desenzano, dove una famiglia è stata brutalmente uccisa, unica sopravvissuta la figlia più piccola, nascostasi in soffitta.
Raggiunta la casa, è palese che Iulia la abbia scelta poiché isolata. Il cane è stato massacrato in giardino, l’auto dei due coniugi è stata trovata in un fossato, la donna dissanguata abbastanza violentemente, il guidatore invece è morto per l’impatto.. Difatti il cofano dell’auto sembra aver sbattuto contro un palo di cemento.
La figlia maggiore è stata trovata dissanguata poco oltre la porta d’ingresso. Piccole impronte di sangue conducevano alla cameretta da letto delle due sorelle, qualcuno ha rovistato nei cassetti e e è lavato all’esterno, nei pressi di una pompa a mano che la famiglia usava per abbeverare gli animali.
Una veste macilenta è stata trovata li nei pressi. Le tracce di un paio di scarpe sono state seguite per un paio di km, fino a che non sono sparite sulla strada principale.
Si recano a Lazise, alla villa di Maddalena, che sta preparando per supportare l’afflusso di Cainiti rimasti senza rifugio. li si trova la bimba sopravvissuta.
La bambina sopravvissuta racconta che appunto i genitori erano usciti da poco, quando il cane si è messo ad abbaiare furiosamente. Con un uggiolio di dolore ha smesso di far rumore e la sorella maggiore è uscita per andare a controllare. L’urlo ha spaventato la sorellina più piccola, che è corsa nella camera dei genitori, da cui è salita in soffitta. Ha sentito qualche rumore strano di sotto, ma qualcosa nel suo istinto le ha detto di rimanere ferma e immobile.
Questo deve averla salvata, oltre al fatto che Iulia deve essersi saziata nel mentre.

Nel frattempo all’Elysium, il Prof riceve Olimpia, che arriva con una borsa di pelle contente due vecchi volumi. Uno è un antico manuale del suo Clan, un tomo che lei stessa ha sempre ritenuto poco credibile per la complessità e assurdità dei rituali contenuti. uno dei quali è quello che permette di sigillare un vampiro in una sorta di stasi senza tuttavia che questo deperisca per la perdita di sangue.
È appunto questo il rituale che Olimpia mostra al Prof. Dodici simboli in una lingua arcaica, che, col sacrificio di altrettante vite, permette di sigillare il vampiro una volta che questi è in torpore.
I dodici sigilli sono costruiti per auto-rigenerarsi. Se il corpo contenuto all’interno del sigillo dovesse deteriorarsi troppo, il sigillo richiama un’anima disposta al sacrificio.
Non è chiaro se si sia spezzato prima il sigillo e poi sia avvenuto il terremoto come conseguenza, o viceversa, dato che i fatti s’intrecciano abbastanza fittamente, ma sta di fatto che lo scossone dovuto al terremoto deve aver comunque danneggiato i sigilli, creando il malfunzionamento che ha liberato Iulia.
Nel secondo testo che Olimpia ha da sottoporre al Prof c’è invece un brano scritto dalla Sire della Sire di Olimpia. Magistra Fidentia, madre di Lucrezia, nonna di Olimpia.
I brani interessanti che Olimpia ha tradotto sono un paio. Uno riguarda la giovane Fidentia, quando ancora era vampira fresca di Abbraccio, l’altro di qualche decennio più tardi.

A.D. 1558, Agosto, prime luci dell’alba

E’ stata una nottata strana, lunga e spossante.
Zio Octavianus ha radunato alcuni nipoti perché andassimo a controllare in un vecchio costone di roccia. C’era un po’ di strada da fare, quindi ha preferito mandare noi giovani, poiché sentiamo meno il peso dell’alba, anche se ammetto che sto faticando a scrivere queste parole.
Comunque abbiamo trovato la piccola chiesetta che ci aveva indicato e il suo minuscolo cimiterino.
Non più di una dozzina di tombe su cui erano incisi strani simboli che abbiamo copiato su pergamena per riportarli allo zio. Ci ha anche sgridati perché non ci siamo ricordati in che ordine fossero.
Ma c’era un gran pasticcio lassù. La roccia era spaccata e le tombe in parte divelte. Secondo Damide c’era una stanza, la sotto, ma non siamo riusciti a scendere perché la corda non sembrava bastare e lo zio ci aveva comunque detto di non correre rischi inutili.
L’unica cosa divertente è stato vedere Albinia afferrata per la veste da uno zombie. Sembrava volesse trarla nella terra, non so cosa sia successo, ma lo zombie l’ha lasciata, faceva così ridere, con le gote irrorate di sangue come se ancora fosse viva!

Il secondo racconto, di qualche decennio più tardi è quello che ha convinto Olimpia a non trascurare il vecchio tomo mostrato in precedenza al Prof.

A.D. 1637, Novembre, mezza notte

Stanotte siamo giunti al luogo del rogo. Le fiamme hanno bruciato ogni cosa, la casa è distrutta, di Octavianus non c’è traccia, devono averlo preso nel sonno. Abbiamo cercato dappertutto, tra le macerie ancora fumanti, quel libro che lui custodiva con tanta attenzione e devozione, che, dice contenga… che diceva contenesse il sapere del più antico dei nostri rami. Lo stesso Signore della Morte potrebbe averlo scritto, il Sire di tutti i nostri Sire.
Octavianus raccontava molte storie, spesso solo per fare scena sui suoi invitati, ma non sono disposta a lasciar perdere questa, tra tutte.
Abbiamo trovato un sigillo, nel punto in cui si trovava la cripta in cui riposava Octavianus, dodici simboli in circolo, una sorta di sigillo incompiuto. Forse stava cercando di ultimarlo per proteggersi dal rogo, comunque non ha fatto in tempo. Non abbiamo trovato nessuno dei suoi seguaci, devono essere fuggiti su ordine del loro signore. Però alla fine abbiamo trovato il libro. Era nascosto sotto quel che restava del pavimento, tra le macerie.
Sulla sua copertina c’è un simbolo che ricorda quello dei vecchi arazzi che aveva in sala da pranzo Octavianus, che diceva appartenessero all’antico clan che ci ha generati, i Cappadoci. La morte che torreggia, Regina, su uno scudo decorato da una croce di teschi. Ne esiste un’altra versione, di questo simbolo, dicono si tratti di due falci, una sopra e una sotto ad uno scudo simile a questo. Non so, sinceramente, se siano entrambi simboli del medesimo Clan o se già individui una prima rottura nelle nostre fila, ma la somiglianza è interessante.
Comunque studierò questo libro con attenzione, anche se non credo che il suo contenuto possa essere utile a qualcosa.
D’altra parte quei sigilli non hanno protetto Octavianus come sostiene questo tomo. A tal proposito sono poche le ipotesi su quel che è accaduto.

Nel frattempo li raggiunge Ugo che, con il suo Sire, si mettono a disposizione dell’Anziana del Clan Nosferatu per capire i movimenti di Iulia.
Appare chiaro che se era chiusa in questo sigillo, una normale Vampira non la sia di certo…

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