[Traccia] Desmond 17-18

Bene, riassumiamo gli eventi del mese di Gennaio!
Nella prima sessione dell’anno, quella del 3 Gennaio ritroviamo il Branco che ha recuperato il Necronomicon (e Najiv) dalla dimensione oltre lo specchio (dove li inviterei a fare un giretto, un giorno o l’altro… muahahah!).
Portano quindi il rotolo a Shekinah, che li avvisa che ha ordinato la maggior parte dei componenti per il rituale, ma le mancano due teschi.
Così Zik, Iang e Don Esteban vengono informati dell’ossario (piuttosto antico) sotto alla chiesa di Cogozzo. Si dirigono quindi al piccolo paese. Le vie sono deserte ed ovviamente la canonica e la sagrestia della chiesa sono chiuse. Dopo le esilaranti scene per scavalcare un muretto e un cancello, finalmente entrano nell’oratorio e, tralasciando che ho temuto seriamente che potessero inciampare al buio ed impalarsi da soli su una sedia capovolta, finalmente riescono ad entrare nella chiesa inutilizzata dopo l’ultimo terremoto. Spostato l’altare, Zik si cala in un pozzo di una ventina di metri di profondità (Ignorando completamente il sigillo necromantico sulla lastra di marmo che lo chiudeva). Comincia a guardare le ossa accatastate li sotto, scegliendo alla fine tre teschi che mette in saccoccia, proprio mentre… una mano gli afferra una caviglia. Cominciando a sentire gli scricchiolii Zik si precipita all’imbocco del pozzo ma complici i dadi scivola in continuazione finché Don Esteban non interviene con uno dei suoi tentacoli d’ombra.
Escono dalla chiesa. In tutto sarà passata meno di un’ora.
Quando tornano da Shekinah trovano la porta aperta e della Giovanni non c’è traccia. Anche la cassa con le ossa di Decebalo è scomparsa.
Ormai l’alba è vicina, quindi non resta loro che chiudersi dentro al negozio della Giovanni e aspettare il tramonto.
Al tramonto si risvegliano legati come salami e minacciati da due umani piuttosto piazzati e che sanno, evidentemente, quello che fanno.
Dopo qualche momento le cose si chiariscono.
I due umani sono Seguaci di Shekinah e non trovandola in casa, trovandoci invece degli emeriti sconosciuti, li hanno legati per sicurezza.
Matteo, quello che sembra il capo, tra i due, spiega che ha già avvertito la famiglia Giovanni della scomparsa e va a controllare se il Necronomicon sia nascosto come aveva promesso Shekinah. Ricevuta conferma il Branco dei Settepassi si riunisce per andare a cercare un altro Giovanni.
Zik telefona a Reichen per avere un consiglio, ma il nome che gli viene fornito (Antonio Giovanni) non lo convince, difatti il Vescovo lo informa che è un cainita in Caccia di Sangue.
Nella sessione successiva, quella del 12 di Gennaio, il Branco deve trovare un altro Giovanni.
Leonore tenta di usare l’anello che le aveva dato Shekinah ma fallisce il tentativo, quindi passa alle maniere spicciole, ovvero telefona a Bertrand, mentre Nikky prova a chiedere ad Alcina, che purtroppo non sa come aiutarli.
Alla fine Bertrand consiglia loro d’incontrarsi con Giuseppe Giovanni, proprietario di una grossa ditta di Import/Export di Milano.
Mentre sono in viaggio Zik telefona alla segreteria della Mano Nera che gli conferma che non c’è movimento della Rosa Bianca nella zona in cui vive Shekinah, ma che potrebbero essere stati dei fanatici religiosi a portarla via.
Inoltre una telefonata a Greg suggerisce come collegamento con Decebalo l’unica creatura che non hanno ucciso, il famoso “Bela Lugosi” che vive in Irlanda.
Così, dopo aver preso accordi con Giuseppe Giovanni, partono tutti per l’Irlanda.
Il viaggio sull’aereo della compagnia Giovanni è tranquillo, ma quello in auto dall’aeroporto a casa di Desmond un po’ meno.
Nikky sbaglia strada a causa della nebbia e non si ferma a soccorrere un’autostoppista… poco dopo qualcosa prende possesso di Violet.
Nikky è costretta a fermarsi per cercare di far tornare in se Violet, ma qualcosa in lei la spaventa e fugge via. Tocca così a Leonore e Iang cercare di far riprendere Violet.
nel frattempo Nikky incontra e si scontra (Sempre come Licia con Mirko) con l’auto guidata da Don Esteban che per fermarla la tira sotto.
Andata a quel paese l’auto, ma ripresasi Nikky, riescono a radunarsi e s’infilano in sette sull’auto rimasta. L’alba è vicina e devono correre. Una buca nel terreno disconnesso, la stanchezza e la paura del sole tirano un brutto scherzo a Zik che sterza bruscamente e l’auto si ribalta. Escono tutti più o meno illesi e si precipitano (inciampando ovunque) in casa di Desmond, crollando subito dopo al suolo stanchi (è il caso di dirlo) morti.
Per finire eccoci all’ultima sessione, quella del 24 Gennaio.
Il Branco e Co. si svegliano sulle brande nel sotterraneo di casa Cromwell. Le ferite sono state curate con impiastri di erbe.
Iang corre a cercare la sua spada, che trova rotta, dunque passa la serata alla ricerca di un fabbro che gliela possa sistemare.
Gli altri, invece, vanno a cercare sangue.
Qui comincia il delirio del Pub Irlandese.
Non sto a raccontarvi di che effetto abbia prodotto ai PG bere sangue di gente ubriaca, ma posso solo dire che tutti gli 1 che ho visto durante la sessione mi hanno fatto davvero piegare in due dal ridere.
Comunque alla fine, tornati a casa di Desmond Cromwell, a Leonore (tornata sobria) viene in mente una scena che ha ripreso con la telecamera al pub. Ovvero Cromwell che senza problemi solleva da terra Zik e Don Esteban (non chiedete perchè Zik avesse le braccia infilate nella camicia di Don Esteban, non volete saperlo…).
Siccome Desmond si è sempre presentato come uno studioso, come può essere così forte?
La curiosità e un discreto successo nel tiro di dadi, portano Leonore a conoscenza della storia di Desmond che riporto qua sotto per intero.

«Sono nato in un luogo che mi sarebbe quasi impossibile identificare al giorno d’oggi, perché sono nato 879 anni prima della venuta del figlio del Dio cristiano sulla terra. Non rivelerò il mio vero nome, perchè credo che possedere il vero nome di un uomo voglia dire avere pieno potere su di lui.
Quando compii circa trent’anni conobbi per la prima volta il “Male venuto dal cielo”.
Ero a caccia con gli uomini della mia tribù, stavamo perlustrando la foresta in cerca di prede, quando il sole cadde dal cielo e la terra fu scossa con un terribile fragore. Con cautela e paura per quell’evento mai visto prima ci mettemmo a cercare il luogo in cui era caduta la palla di fuoco, seguendo l’odore del fumo e gli schiocchi della legna che bruciava.
Quando vedemmo il luogo era un inferno, fumo e cenere ci riempirono i polmoni e ci fecero bruciare gli occhi e tra le lacrime vedemmo qualcosa di orribile scivolare tra le fiamme e nascondersi nella foresta.
Quando il fuoco si spense nell’immensa buca da cui erano scaturite le fiamme la terra era nera, sterile, morta.
Preoccupati che la cosa che avevamo visto scivolare nella foresta potesse farci del male e bruciare di nuovo la foresta, andammo a cercarla.
Mentre eravamo via, però, la creatura aveva trovato le grotte dove si nascondeva la nostra famiglia e quando tornammo trovammo i loro corpi privi di vita. La mia famiglia era stata sterminata, dilaniata, mangiata da quella creatura.
La rabbia prese il sopravvento e ci gettammo nella caccia a testa bassa, finché scovammo la creatura dalla pelle verde e combattemmo.
Non servirono a nulla le nostre armi, non servì a nulla la nostra rabbia e nemmeno il nostro numero. Ci fece tutti quanti a pezzi. Forse fu un caso che mi permise di sopravvivere, o forse fu il Fato a decidere la mia sorte, ma sopravvissi.
Appena mi fui ripreso dalle ferite, passai anni interi della mia vita a diventare più forte e a cercare la creatura ovunque si nascondesse.
E poi venne il giorno.
Lo trovai nascosto in una caverna insieme ad una giovane donna. Dalla pancia prominente fu subito chiaro che aspettava un bambino, ma non era felice, piangeva.
Insieme a lei progettai il mio attacco.
Non so se fu fortuna o abilità, ma uccisi la creatura, ma non senza subire ferite mortali. Stavo morendo, ma ero felice, avevo compiuto il mio Destino, pensavo. Illuso!
La donna mi dette il sangue della creatura da bere e scoprii che quel sangue aveva il potere di rimarginare ogni ferita, ma portava con se anche una maledizione: l’immortalità.
Quando mi ripresi la giovane umana era scappata, forse temendo che avrei ucciso il bambino che portava in grembo… e avrebbe avuto ragione di temerlo.
Mi rimisi in forze e passai molto tempo a cercare di capire come e quanto era mutato il mio corpo dopo aver bevuto quel sangue.
Di quella donna ricordo solo la cicatrice sulla schiena: una goccia d’acqua circondata da fiamme. Oggi so qual’è il mio Destino e perchè non sono morto, o comunque perché quella donna mi ha salvato.
Il mio destino è uccidere la creatura che lei ha messo al mondo.
Ne ho seguito le tracce nelle leggende, nei racconti, nei miti… ma poi si è fatto furbo ed è scomparso, nascosto tra le pieghe della storia come la viscida creatura che era suo padre.»

Ecco, questo è quanto successo nelle sessioni di Gennaio. Spero che la Cronaca vi stia piacendo. 🙂

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