V5, la nuovissima Quinta Edizione in pre-alpha

Come saprete, o forse ve lo dirò io ora per la prima volta, sta per uscire una nuova edizione di Vampiri. La nuova V5, o Quinta Edizione.

Dopo tanti anni, finalmente qualcuno dai piani alti ha deciso di ritirare fuori il buon vecchio Vampiri: la Masquerade e dargli un’altra occasione.
Come spesso succede, bisogna adattare nuovamente il brand alle nuove generazioni e rendere il prodotto più fruibile e commercializzabile.
Fino a qui siamo tutti d’accordo.

Tuttavia Vampiri ha già un metodo di gioco semplice, tutto sommato le regole da rispettare sono poche e, sebbene il manuale del 20° anniversario (V20) conti 550 pagine (includendo schede e ringraziamenti vari) e un compendio di un altro centinaio di pagine scarso, non sono nulla in confronto agli svariati manuali di D&D a cui sono abituati certi Giocatori di ruolo. Oltre al fatto che molto di quello che contiene il manuale è per lo più Ambientazione o caratterizzazione dei Personaggi.
Perciò mi domando: cosa hanno voluto o potuto migliorare?

Sicuramente qualcosa da cambiare o comunque da sistemare c’è sempre, ma modificare un sistema di Caratteristiche e Abilità già piuttosto basilare non mi sembra un’ottima idea. Verranno ridotti i valori di riferimento, generalizzando il profilo del Personaggio che verrà  poi caratterizzato dal giocatore per mezzo di Specializzazioni. Tuttavia, augurandomi che ci ripenseranno (siamo pur sempre in Alpha test), vorrei saltare questo punto che attualmente mi rimane molto negativo e cercare di valutare altri pro e contro più interessanti.

Parliamo allora di valore di difficoltà.
Ammetto di essere affezionata alla vecchia guardia e di decidere sul momento le difficoltà delle varie prove, a dispetto della regola che usano molti altri di mantenerla sempre fissa a 7, perché la trovo poco stimolante e poco realistica, se tutti i vampiri fossero nella media non avrebbero senso di esistere nemmeno i Clan. Nella V5 ci troviamo a stabilire un numero di dadi base da lanciare, questa sarà la nuova definizione di Difficoltà. Da questo valore di dadi dovremo calcolare quanti dadi lanceremo davvero, togliendo malus e aggiungendo bonus.
Ok, adesso si lanciano i dadi.
Ogni dado sopra il 6 sarà un successo, tutti gli altri saranno dadi che potremmo rilanciare al costo di un Punto di Forza di Volontà.

Sul serio?

Dare la possibilità di ritirare il (o i ) dado(i) con un punto volontà sembra la scusa di un Narratore inesperto per non far morire i PG troppo presto. Anche se ha un limite di 5 punti di Volontà spesi in questo modo tutto ciò è orribile. Come Narratrice mi sento un po’ offesa, anche se mi rendo ben conto che il gioco va rilanciato verso le nuove generazioni di giocatori digiune da regole e metodi di narrazione equilibrati, ma la gavetta ce la siamo fatta tutti, non mi sembra necessario rendere le cose più “facili”, toglierebbe il gusto della sfida e permetterebbe, a mio avviso, lo sviluppo del tipo di giocatore che più disprezzo: il Power Player.

Passiamo oltre e parliamo della Sete.
Come Figli di Caino i vampiri sono consci di doversi cibare di sangue e questo è effettivamente un aspetto piuttosto trascurato nelle vecchie edizioni.
Non che non se ne parli, sia chiaro, ma a livello di gioco non crea molti problemi. A meno di non scendere sotto i 3 Punti Sangue il vampiro (e di conseguenza il suo giocatore) non si pone il problema di cibarsi.
Nella nuova versione ci troviamo invece ad affrontare la Sete.
In sostanza sarà un valore che aumenterà da 1 a 5 durante le fasi di gioco obbligando alla fine il giocatore a doversi cibare. Anche perché ogni punto di Sete andrà a sostituire un dado normale con uno di diverso colore. Se quel dado riporterà un 1 farà fallire automaticamente la prova e costringerà il vampiro a muoversi secondo il suo grado di Sete.
Ciò rende più interessante giocare in un’ambientazione come vampiri, piuttosto che in una qualunque altra ambientazione fantasy o moderna.

Cambia anche il discorso Forza di Volontà.
Mentre nelle vecchie edizioni era solo la vera Natura del personaggio a fargli recuperare questi punti, ora saranno presenti anche Vizi in cui indulgere. Tutto molto bello sulla carta e anche piuttosto interessante, sebbene mi continui a dare quella sottile idea di voler facilitare un po’ troppo la vita del giocatore, come Narratrice devo ammettere che altrimenti il metodo attuale di recupero di Punti Forza di Volontà sia difficile e oneroso in termini di tempi e ritmi di gioco.
Mi auguro però che ci saranno anche Virtù che permettano il recupero di Punti di Forza di Volontà, Sebbene l’ambientazione sia molto cupa e di grande introspezione e questo porti spesso al tormento, vorrei ricordare che esistono categorie di vampiri che ricercano la Golconda, ovvero la strada per ritrovare la propria anima e poter essere redenti dalla maledizione del Primo Vampiro.
Se venisse presa in considerazione anche questa ipotesi ne sarei ben felice, perché ufficializzerebbe il metodo che già ora utilizzo con i miei giocatori.
D’altra parte il recupero dei Punti di Volontà è sempre stato un sistema un po’ carente e troppo di contorno e sicuramente qualunque proposta non può che renderlo migliore.

Tirando le somme ci sono cose buone e cose meno buone, tuttavia il peso di quelle meno buone prevale quel poco che mi fa domandare se sia davvero necessaria una V5.

Se volete darci un’occhiata, ecco QUI la V5, ovvero la quinta edizione Vampire: The Masquerade in edizione Pre-Alpha scaricabile fino al 1° Agosto.

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