[TRACCIA] La Resurrezione del Padre Capitolo 1, Sesssione 1 e 2

Capitolo 1, Sessione 1 del 10/11/2017

L’inizio.
In realtà non è l’inizio, poiché la storia di questo PNG è nata e cresciuta molti anni fa, in un’altra Cronaca, quando ancora a narrare c’era Master Azzie.
Siccome ho sempre avuto nella testa il pallino di dove fosse finito quel personaggio, cosa avesse fatto, se fosse sopravvissuto, ho voluto dare una risposta tutta mia a quelle domande, ed eccoci qui.
Già nel corso di un’altra Cronaca vi ho parlato di Arkos, un Cainita che, dopo aver perso il padre in uno scontro, ha cercato di portarne a termine gli intenti, ritrovandosi però beffato dal destino, che lo ha fatto scontrare con gli stessi Redivivi che avevano ucciso il padre.
Scacciato dal luogo dove aveva rifugio, ha vagato, come da ordine impartitogli tramite Dominazione, verso Est. Al sorgere del sole l’effetto della disciplina svanisce, ma lui si trova in mezzo a campi, fossati e terreni incolti. È quindi costretto a cercare rifugio alla bell’e meglio, mentre il suo corpo comincia ad andare a fuoco.
Lo ritroviamo una quindicina di anni dopo, devastato dalle ferite, intento a cercare di rubare un manoscritto ai nostri eroi di Serrungarina.
Successivamente lo ritroviamo a collaborare con una società di nome GenetX ed infine lo troviamo prigioniero in una cella, venduto da alcuni Mannari al Mercato Nero delle creature Soprannaturali.
Ma come si collegano tutti questi passaggi? Hanno un senso o è solo un pazzo che se ne va in giro a infilarsi in casini più grandi di lui e a creare Figli abbandonandoli poi a se stessi dopo essersene nutrito?

Dopo un mese dalla consegna delle ultime creature fatate organizzata da Daniele Savonarola, il Mercato Nero è stato quasi del tutto smantellato. Il tutto grazie ad una impensabile, quanto inconsapevole, collaborazione tra Mano Nera e Lupi Mannari.
Sasha è presissima a studiare le scaglie di drago verde che ha riportato a casa, studiandone gli effetti costruisce una sorta di corpetto che con un contatto sul manico dell’ascia, la può rendere un’arma simile a un teaser.
Il Prof organizza il suo nuovo laboratorio. Con l’amico Marco e il ghoul Valentini, si prepara a iniziare gli studi sulla produzione di sangue sintetico.
Sir Wilfred invece pare faccia pace con la sua altra metà. Insomma, pace è una parola grossa, però dopo esser riuscito insieme al Prof a far capire ad Alfred che è un vampiro, Wilfred inizia a comunicare con lui tramite una sorta di diario, in modo tale che entrambi siano informati sugli eventi.
Giusto perché metti che un’altra folata di vento gli porta via il cappello…

Insomma, passato poco più di un mese, Saigon arriva, un po’ a pezzi e un tantino abbacchiato, per chiedere aiuto ai tre, anzi, soprattutto è scocciato di dover chiedere aiuto al Prof, col quale aveva fatto un sorta di Patto.
Ora si trova costretto ad anticipare alcuni termini del patto, presentando il suo amico Tremere ai tre.
Saigon spiega che la Cappella Tremere di Urbino è stata attaccata e che il suo amico, che era a capo della Cappella, è stato ferito gravemente. Lui sa che il Cainita che ha fatto il casino era un vecchio conoscente di Kain, ma non conosce bene di preciso quali fossero i rapporti.
Chiede solo a Sasha di aspettare a chiamare il suo Sire della Mano Nera e di dare modo a Kain di spiegargli la sua posizione, visto che è sotto Caccia di sangue.
Sasha accetta di aspettare e la notte successiva (Perché questa ormai è andata) si recano al rifugio di Kain.
Si trova lungo la strada che porta verso Urbino, in un’ansa tra le colline ripide. Un vecchio casale che sembra disabitato, con tanto di erbacce che crescono ovunque, anche sul cancello.
Appena arrivati Saigon fa gli onori di casa, andando ad aprire il cancello e precedendoli alla porta, dove, dopo una bussata segreta, un tizio di una certa età gli apre la porta. Ha occhialetti da saldatore e uno strano dispositivo al braccio e si presenta come Hoover e li fa accomodare.
Insieme a lui c’è Anna, apparentemente una emo, vestita di nero, lunghi capelli neri e lisci davanti al volto.
Li accompagnano da Kain. Il redivivo è steso su un tavolo e la parte inferiore del corpo è coperta da un lenzuolo, ma salta subito all’occhio che non ha più la parte inferiore del corpo. Una flebo lo nutre di sangue, da cui beve quasi costantemente.
Kain si presenta, è vero, è un fuggitivo in Caccia di sangue, viene dalla provincia di Mantova, dove dice di aver pestato i piedi sbagliati di un Vescovo Sabbat, un certo Nazel (di cui non sa più nulla), e di essersi nascosto per anni qui a Urbino, in cerca di un posto dove poter studiare.
Ci era riuscito, finché alla sua porta non ha bussato un vecchio nemico.
Arkos.
Ebbene sì.

Kain racconta che con alcuni Fratelli, era riuscito a fermare i piani del padre di Arkos e che lui stesso aveva usato le sue Discipline su Arkos per farlo allontanare, obbligandolo a camminare per i campi fino al sorgere del sole.
Quando se lo è visto davanti, due mesi circa prima, aveva pensato di poter appianare le cose e di dargli una possibilità, accogliendolo nella Cappella insieme ai suoi Fratelli.
Purtroppo Arkos ha raccolto consensi tra alcuni dei Tremere e la notte prima ha, appunto, messo in atto la sua rivolta.
Nel tentativo di fermarlo, Kain ci ha rimesso le gambe, che ricresceranno, certo, ma con molto tempo. In più ha ucciso tutti quelli che erano sulla sua strada e non volevano collaborare con lui.
Kain racconta di essere intervenuto solo quando ormai le cose erano già degenerate, avvisato da Anna e da Hoover.
Il cainita chiede ai nostri tre di accompagnare uno di loro e Saigon a dare un’occhiata nella Cappella per vedere se ci siano superstiti e se Arkos sia ancora la, anche se ne dubita, visto che dovrebbe essere entrato in funzione il loro sistema di sicurezza che disattiva tutti i cerchi magici presenti all’interno della struttura, impedendo a chiunque di poterli usare per i rituali.
I nostri così decidono di partire e viene scelta Anna per accompagnarli.

Capitolo 1, Sessione 2 del 11/11/2017

Partono tutti col Lince di Sasha, che lasciano fuori dal centro storico.
Scendono per una delle vie principali e raggiungono la piazza.
La fontana è spenta e i bar e i negozi sono chiusi.
Attraversando la piazza, poco oltre la fontana, Anna si china a disegnare qualcosa sul terreno e dopo pochi istanti, come un velo si solleva davanti a loro, rivelando la vera forma della struttura del palazzo davanti a loro, che forma una U e circonda per tre lati la piazza.
Come se fosse li, e non fosse li, allo stesso tempo, cosa che per un po’ manda in tilt i sensi del Prof.
Entrano con cautela nella struttura, le luci sono accese, fa freddo, ma niente di anomalo. C’è molto silenzio.
Decidono di controllare prima di tutto la mensa e le cucine. Nella mensa due corpi umani sono riversi a terra. Due Ghoul che non sono sopravvissuti al Cainita che li aveva resi tali.
In cucina c’è disordine, come se ci fosse stata una colluttazione, ma nulla di troppo strano.
Decidono allora di controllare le sale d’intrattenimento. Nel salottino tutto sembra tranquillo, se non che trovano delle ossa nel camino, bruciate solo in parte e con Tocco degli Spiriti del Prof scoprono che si tratta delle ossa del braccio di Deborah, la ghoul di Kain. Trovano anche una spilla d’argento tra i cuscini del divano, appartenente sempre a Deborah.
Appena varcata la soglia della sala da biliardo però le cose cambiano. Trovano sangue in abbondanza per giustificare l’arto strappato di qualcuno e una scia di sangue che va verso il bagno.
La porta del bagno è sfondata verso l’interno e lo specchio è crepato. Alcune asciugamani sono sparite, altre sono a terra sporche di sangue.
Sasha ha l’intuizione di riempire il lavandino di acqua calda e sullo specchio compaiono le parole “NON CERCARMI”. Una supplica? Una richiesta? Chi lo sa.
Con una Anna sempre più preoccupata, salgono al piano di sopra. Qui c’è l’accesso al Santuario della Cappella.
Aprendo la finestra del balcone in una determinata maniera, si apre un passaggio che porta appunto al Santuario vero e proprio della Cappella.
Appena dentro basta una preghiera di Anna perchè le fiaccole si accendano e lo scenario è devastante per lei.
Almeno una quindicina di Cainiti, in più o meno avanzato stato di decomposizione, sono a terra, mucchi di stracci inermi che attorniano il cerchio usato dai Tremere per i loro riti più importanti come, appunto, nascondere l’edificio agli occhi degli uomini.
Tra loro, però, trovano Michael, ferito e senza sangue in corpo, immobile nel torpore.
Anna conferma che il sigillo ha funzionato e il cerchio è stato reso inutilizzabile, ma li avverte che c’era un altro cerchio, più piccolo, ma altrettanto interessante per Arkos. Così portano fuori Michael e lo adagiano su un sofà. Si dirigono alle sale di addestramento, passando diverse porte, ignorandole per ora, per entrare nella sala di evocazione.
Qui dei ceri sono ancora accesi, attorno a un pentacolo percorso da piccoli simboli. Appena Sasha tenta l’evocazione di qualche spirito per capire cosa stia accadendo, la porta alle loro spalle si chiude e i ceri si spengono uno dopo l’altro.
Al buio piu più completo, cercano un modo per far luce e bandire gli spiriti che inquieti sibilano attorno a loro, rendendo la stanza gelida e iniziando a diventare aggressivi, sempre più con lo scorrere del tempo.
Al buio, a tentoni, Sir Wilfred trova un taccuino, mentre il Prof in cerca di un accendino, inciampa in una sedia e trascina al suolo qualcosa, che gli si conficca in una gamba. Quando accende l’accendino, scopre che si tratta di un coltello rituale.
Passa l’accendino a Sasha perché accenda le candele che fanno ben poca luce, ma almeno Anna riesce a leggere sul taccuino, trovando l’appunto con cui il suo collega, Leon, bandisce gli spiriti.
Una volta pronunciata la formula, gli spiriti sembrano cercare di sfuggire alla loro sorte, seguendo il richiamo del pugnale rituale coperto di sangue che il Prof tiene con se, dopo averlo scombussolato per un po’, si ritirano, cedendo al bando e tornando oltre il Velo.
Nel frattempo si sveglia Michael. Il Prof torna da lui, ma quando pronuncia il nome di Arkos, il Tremere sembra impazzire e perdere momentaneamente il controllo. Nonostante un secchio d’acqua i suoi palmi di fuoco non si spengono, ci vuole l’autorità di Sasha per farlo tornare a ragionare e dopo aver bevuto un po’ di sangue inizia a raccontare.
Arkos ha chiamato tutti eccetto Kain e i suoi Vice nel Santuario, chiedendo aiuto per un rituale.
Quando però ha spiegato che intendeva far tornare in vita un defunto, in molti si sono ribellati.
Allora è iniziato l’attacco. Gli spiriti si sono scatenati nella stanza e gli alleati di Arkos non hanno risparmiato nessuno, beh, eccetto lui. Il sospetto è che Leon, il capo degli evocatori, abbia preparato l’evocazione degli spiriti per poterla scatenare al momento giusto.
Nel frattempo Sasha torna con Wilfred a controllare le stanze e nella sala della meditazione trovano qualcuno che aveva cercato di barricarsi dentro.
Una cainita in torpore è accasciata in un angolo, le sono stati cavati occhi e lingua e le sono stati strappati i canini. Anna la riconosce, è Nancy, Figlia di Kain. Anche a lei viene dato un po’ di sangue, ma le sue condizioni sembrano piuttosto gravi.
I nostri lasciano Anna con i suoi Fratelli ad aspettarli e finiscono il giro dei laboratori. Sono tutti vuoti, esperimenti lasciati in sospeso, rituali non completati, ricerche che probabilmente non verranno concluse da nessun’altro.
Tutto vuoto.

L’unica alternativa, a questo punto, è cercare negli archivi per controllare dove si trovino i rifugi degli alleati di Arkos, affidando a Ugo il controllo di alcuni, mentre loro controlleranno il resto.

Cosa succederà?

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