[Cronache] Le notti dai lunghi artigli – Session 1

°¤.(¯`Personaggi´¯)¸.¤

  • Ivan “Drako” Kubilny (Clan Tsimisce) Reverendo del Branco dei “Black Wolves”.
  • Fandango Mordecai (Clan Brujah Antitribu) Ductus dei “Black Wolves”.
  • Mario Rossi (Clan Assamita) Componente dei “Black Wolves”.
  • Ian Creed (Clan City Gangrel) Componente dei “Black Wolves”.
  • Garth II (Clan Ravnos) Componente dei “Black Wolves”.
  • Selene (Clan Brujah) Infiltrata. Componente dei “Black Wolves”.
  • Samara Amuhi (Clan Serpenti della Luce) Infiltrata. Componente dei “Black Wolves”.
  • Braden (Clan Gangrel) Sotto la custodia di Ian.
  • Bronach Daimon (Clan Lasombra) presunto “fratello” del Vescovo della Libera Città Morgana Daimon Morrigan, Reverenda del Branco da Guerra “Mietitori”.
  • Augusta Elora Dellalba (Clan Lasombra) Infante di Bronach.
  • Alessandro Del Duca (Clan Lasombra) Reverendo del Branco da guerra “Domine 36”.
  • Richard (Mannaro).
  • Saigon (Demone).

 

°¤.(¯`Session One´¯)¸.¤

Che bello il riposo. Ci siamo concessi un po’ di tempo, un po’ di riposo, dopo una “scaramuccia” ingaggiata con qualche Camarillico.
Ian era ferito abbastanza gravemente, anche un po’ per colpa mia.
C***o! Ma come si fa a sparare tranquilli in un’ammucchiata informe di gambe, braccia e teste?
Per non parlare poi del fatto che Ian è … “un brutto coso” direbbe Selene, “anomalo” dico io…
Si, perchè Ian ha quattro baccia. Non chiedetemi come, ce le aveva già quando siamo arrivate io e Selene. Ogni volta che lo guardo mi vien da pensare: “Ma guarda te che moscerone…” soprattutto ora che ha sviluppato la capacità di estrarre delle gigantesche ali da demone…
Questo Branco, “Black Wolves” si fanno chiamare, è quanto di più strano abbia mai visto. Potremmo spedirli direttamente nelle prigioni della Mano Nera, con tutto quello che abbiamo visto. E’ assolutamente incredibile.
D’altra parte bisogna pur sopravvivere. Oltre al fatto che per ora ci conviene stare con loro. E’ un Branco forte.
Comunque.
Dopo che Selene ed io abbiamo concluso la nostra prima missione, direi in modo abbastanza decente, ci è stato dato il compenso.
Equipaggiamento per entrambe. Presumo che la prossima missione prevederà l’utilizzo di quello che ci è stato consegnato. Materiale per il furto, per me e praticamente un arsenale per Selene. Bene, noi siamo pronte.
Del Duca ci contatta. Dopo circa un mese e mezzo di attesa ecco che finalmente squilla il cellulare…
«Buonasera, signorina Amuhi.» il tono è leggermente ironico, sembra prendermi in giro. «Ho sentito che ora lei ha una “famiglia” tutta sua, per gentile concessione del Vescovo Nazel…»
Sono perplessa. «Buonasera. Si, ha sentito bene. Una gentile concessione del Vescovo, dopo il mio… diverbio, con Jack.» sottolineo la parole “diverbio”. Silenzio. Siamo entrambi zitti, probabilmente lui starà ponderando se la mia risposta fosse quella che effettivamente si aspettava; io da parte mia stò solo pensando “Sempre più s*****o…”
Comunque riprendo il discorso «Ma non soffermiamoci su queste cose. Mi ha chiamata, presumo che abbia qualche cosa da chiedermi.»
Sento un rumore di fogli, poi comincia a spiegarmi la situazione «Si, dunque. Abbiamo saputo che verrete chiamati a breve, per dare sostegno ad un nobile, su un Svizzera. Non ci interessa niente di quello che dovrete fare là, ma cerchiamo un gioiello molto particolare. Sappiamo che è custodito in questo castello, tra i picchi della Svizzera.» silenzio ancora per qualche istante.
«Capisco. Quindi dobbiamo riportarvi questo gioiello… avvertenze? Una descrizione?» cerco di farmi dare tutte le informazioni possibili. A questi bastardi se non fai le domande giuste non ti rispondono come vorresti.
«Si, riportatelo, e intatto. Purtroppo non ci sono descrizioni precise. Si tratta di un cammeo antico, quello che la tua amica Selene chiamerebbe un “inutile patacca di un anziano Camarilla”.»
Mi viene da ridere, perchè, per quanto vaga possa essere la descrizione ha reso bene l’idea di ciò che dovremo cercare. «Va bene. Mi scusi allora se la lascio. Dobbiamo organizzarci al meglio.» sono sicura che sarà soddisfatto di questa mia risposta. Una volta ogni tanto. La telefonata si conclude in breve.
La settimana dopo veniamo contattati dal Vescono Nazel in persona.
Lasciamo perdere che Mario ha risposto al telefono facendosi passare per Ivan…
Ma questo Vescovo sembra abbastanza ben disposto verso il Branco.
Comunuqe. In effetti ci chiede di recarci in Svizzera, di andare ad aiutare Bronach Daimon, fratello del Vescono Morgana Daimon, assediato nel suo castello sui picchi delle montagne svizzere da creature di origine non ben definita.
Una settimana di tempo per organizzarsi.
E come credono che ci si possa organizzare decentemente in una sola settimana??
Per fortuna che io e Selene abbiamo già la nostra attrezzaztura.
Ma comunque Ivan ha dei buoni fornitori. Nel giro di una settimana si recuperano ampolle di acqua santa, pugnali in argento o ferro, esplosivi, armi e munizioni in argento, quarzo e a frammentazione. E via dicendo.
Siamo pronti per affrontare licantropi, spiriti, fate, vampiri e demoni.
Speriamo che le “creature” in questione rientrino nelle categorie sopra indicate, altrimenti saremo nei guai. Ma credo che con l’arsenale che ci siamo portati dietro saremo in grado di tener testa a un discreto numero di creature.
E così la settimana finisce, con Mario soddisfatto per essere riuscito a farsi comprare il kit del perfetto sciatore e un Ivan alquanto inca**ato per averlo dovuto accontentare, ammettendo che in montagna, in effetti, non si sa a cosa si va incontro.
Ad aggungersi a far irritare il nostro già nervoso Ivan ci si è messo pure Saigon…
V e l’ho già detto che è un demone vero? E che è un figo da urlo? ma pure un po’ rompic*****ni.
Una sera eravamo al rifugio a fare l’inventario di quello che doveva arrivare o era arrivato, Ivan, Mario e io. Ad un certo punto entra Saigon, bello bello come il sole apre la porta, e si avvicina osservano i fogli e gli zaini sparsi in giro.
Già che un demone sappia dove sia il nostro rifugio non è un bene… se poi il demone in questione è proprio Saigon… beh… è ancora peggio.
Pazienza, inutile arrovellarsi il cervello per cacciarlo via, finchè non crea troppo casino.
Saigon ci osserva curioso, allungando il naso per leggere sui fogli. D’istinto Ivan li ritrae da sotto il suo naso: «Che hai Saigon? Qualche problema?» spazientito il tono, mentre segna con aria insoddisfatta il kit per lo sci di Mario, che gongola, standosene alle sue spalle. Saigon pare assolutamente calmo: «Dove andate di bello ragazzi? Posso venire anche io?» Senza peli sulla lingua il tizio. Beh, altrimenti non sarebbe Saigon.
Ivan solleva su di lui uno sguardo scocciato. Mario risponde di getto: «Andiamo in montagna, in Svizzera!» il tono eccitato, come un bambino che va a fare una vacanza che aspetta da tempo con i genitori. Ivan grugnisce: «Mario! Stai zitto!» sposta lo sguardo su Mario fulminandolo.
Mario rimane un attimo perplesso, quindi fa una smorfia, ha capito di aver sbagliato: «Scusa…» con la coda fra le gambe si va a sedere sul divano, frugando in uno zaino con apparente interesse ed impegno. Osservo la scena, incorciando le braccia al petto. Abbiamo cercato di tenere la cosa più segreta possibile, proprio per evitare casini da parte di Saigon.
Ivan torna a rivolgersi a Saigon con tono fermo: «No, Saigon, non puoi venire, è una missione importante e tu ruschieresti di farci saltare tutto in mano.» Ovviamente si riferisce al fatto che Saigon sia un demone. I demoni non sono visti bene dai sabbatici di solito, anche dalla camarilla se è per questo, ma in particolare non sono visti bene da quei… vediamo… come direbbe Selene? Ah, si, da “quei vecchi bacucchi tradizionalisti del c***o”. Insomma dalla parte degli anziani Ultraconservatori, proprio come Bronach Daimon…
Saigon sembra un po’ deluso, ma la delusione svanisce in tempi brevissimi: «Ma dai, lo sai che potete fidarvi di me. Vi ho sempre dato una mano quando ne avevate bisogno…»
Ivan comincia ad alterarsi, lo si può vedere dal viso. D’un tratto irrigidisce la mascella. Comportamento fin troppo umano, per noi che non dovremmo mostrare alcuna espressione, ma posso capirlo: «Saigon.» il tono è quello di un maestro che cerca di spiegare qualche cosa di molto semplice ad un allievo particolarmente duro di comprendonio «Primo noi non possiamo fidarci di un demone. Secondo, non ti conosciamo così bene.»
Un sogghigno sul volto del demone, mentre il suo tono si fa carezzevole: «Ma dai che mi conoscete!»
Mi sento in dovere di aiutare il mio Reverendo, anche perchè penso pure io che sa rischioso portarsi dietro qualche cosa che non sia un vampiro o un arma per combattere. Le parole mi escono spontanee dalle labbra: «Com’è che fai di cognome?» la domanda è secca, senza fronzoli, vediamo se coglie la sottigliezza… E Saigon la coglie. La sua espressione dice chiaramente “Beccato”. Se ne stà zitto guardandomi un po’ storto. Rimango immobile, le braccia incrociate al petto, mentre un’espressione di soddsfazione mi si palesa sul viso: «Hai visto? non ti conosciamo!»
A Ivan scappa un sorrisetto, e subito approfitta dell’attimo concessogli dalla mia battuta per concludere la situazione: «Dai Saigon… poi ti porto un bel bambino…»
Saigon china la testa e se ne va borbottando: «No, io da te bambini non ne voglio…» esce di casa, richiudendo la pora dietro se non troppo cortesemente.
Ivan mi osserva, quindi torna a guardare Mario: «Avanti, proseguiamo con questo lavoro, voglio aver finito prima dell’alba.»
Tutto sommato ci è andata abbastanza bene, ma dubito che Saigon farà quello che vuole Ivan, non l’ha mai fatto…
Comunque partiremo in 7: Fandango, Ivan, Mario, Garth, Ian, Selene ed io.
Lasceremo a casa Braden, Saigon (anche se non dubito che troverà un modo per seguirci), la fata, Clelia e qualunque altro essere strano e/o compromettente.
Andiamo a far visita al fratello di un vescovo che simpatizza con la Mano Nera, meglio non scoprirsi troppo.

Precedente Marzo 2006 Successivo [Cronache] Le notti dai lunghi artigli - Session 2

Benvenuto Figlio delle Tenebre, vuoi lasciarci un commento?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.